about Dal Virtuale al Reale attraverso l'Arte.
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giovedì, luglio 29, 2004
Molti si sono chiesti che fine avesse fatto la mia iontervista a padre Alex Zanotelli di alcuni mesi fa. Non nascondo il mio desiderio di evitare l'argomento. Adesso starete pensando che l'intervista non sia mai avvenuta, invece, al contrario, non solo ebbi l'onore di restare solo col comboniano con la possibilità di chiedergli qualunque cosa, ma, grazie al mio caro e fidato paolo, è tutto registrato e disponibile in qualsiasi momento! Il problerma è proprio questo: la registrazione. Per molti, adesso, passerò come la liceale con i complessi della bellezza, ma, in realtà, la cosa è molto più sottile! Ci tenevo affinchè quel momento fosse rivelatore ed invece, l'emozione, la mancata esperienza, il tempo (dopo sarei scappato al lavoro) mi hanno reso incapace di esaltare le qualità di un grande uomo quale è Alex!
Così la voce cominciò a tremarmi, diventai ridondante, il mio difetto della "S" si accentuò, etc.
Questi i motivi a lasciare che ci si dimenticasse dell'accaduto. Ma adesso, come risvegliato da un sonno, mi rendo conto, che il vero valore dell'intervista furono non le mie domande o la mia presenza, ma le risposte del comboniano. Ecco che, a mesi di distanza, condivido con voi il dono che ricevetti ... vogliate scusarmi per la superficialità! Ecco a voi: ZANOTELLI!
sabato, luglio 24, 2004
TREVISO Piccoli detenuti scrivono (da ilManifesto)
Nel carcere minorile della superleghista città veneta nasce un giornale scritto dai giovani reclusi, perlopiù est europei e nordafricani. Che parla di musica e di tutto quel che piace ai ragazzi Com'è il rock albanese? Ed è vero che il «manele» è una musica proibita in Romania? Passioni e scoperte culturali sulle pagine di «Innocenti evasioni», scritto con l'aiuto di insegnanti e mediatori culturali che operano nel carcere trevisano. Il ruolo del volontariato ERNESTO MILANESI
Tre figure di ragazzi che saltano fuori dal vortice in copertina, sotto la testata. Sono gli stessi che balzano liberi sopra l'ultima pagina. In mezzo c'è la carta di Innocenti evasioni: pagine scritte, pensate, impaginate dai giovani detenuti dell'Istituto penale per minori di Treviso. Il primo numero del loro giornalino è stato pubblicato a giugno come supplemento di Volontari insieme. Ma quest'originale esperienza di informazione è destinata presto alle pagine on line del Centro di servizio per il volontariato. Subito «in primo piano» il carcere, in Albania, con la sintesi dei rapporti Osce e Amnesty International. Ragazzi dietro le sbarre di Treviso che leggono l'articolo di Indrit Maraku sui detenuti albanesi maltrattati e torturati, pubblicato dall'Osservatorio sui Balcani. Innocenti evasioni, del resto, ha una redazione per lo più di nordafricani e immigrati dall'Est. Sono gli stessi che hanno frequentato il corso di grafica computerizzata attivato nel carcere minorile dai professori dell'Istituto Turazza. Con gli educatori hanno accarezzato l'idea di cimentarsi con un giornale. E grazie allo staff dei mediatori culturali i singoli «pezzi» hanno finito con il dar vita ai primi menabò. Così una canzone, una poesia, un racconto si sono trasformati in altrettante Innocenti evasioni che ora informano, comunicano, dialogano con tutta Treviso.
Gli articoli sono tutti rigorosamente scritti in due lingue. Una scelta precisa: nessuno rinuncia alle radici, tutti scrivono perché l'eco delle parole non si spenga una volta di più dentro l'Istituto penale per minori. «Si tratta di un ulteriore passo in avanti nella direzione di una migliore relazione con l'esterno, come altre iniziative già intraprese dal carcere in collaborazione con lo Sportello giustizia del Centro di servizio per il volontariato: dal percorso formativo «Voci di fuori, voci di dentro» con gli istituti superiori della provincia, alla partita di calcio giocata con alcuni studenti della scuola media Coletti di Treviso.
Il giornalino assume un valore anche dal punto di vista della crescita professionale dei ragazzi e quindi di un futuro reinserimento sociale: alcuni di loro hanno potuto mettere in pratica le conoscenze acquisite durante il corso di grafica computerizzata, ma il prodotto finale è il frutto delle loro idee e della loro abilità» raccontano i protagonisti di quest'originale avventura giornalistica.
E' la musica che si conferma capace di interpretare al meglio emozioni, sogni e delusioni delle nuove generazioni. I cantanti anche in Albania vanno dritti al cuore dei ragazzi. Come Andi Shkoza che racconta la storia della giovane che delude i genitori, s'imbarca con un gommone rapita dalle promesse del fidanzato che gioca con il suo futuro: un lavoro da prostituta sull'altra sponda dell'Adriatico. «E' uno dei miei cantanti preferiti. Fa un genere melodico, soprattutto per innamorati. Poi c'è il gruppo Rino-Ritem. Lo conosco bene, perché è della mia città, Valona. Era composto da quattro ragazzi. Uno è morto in un incidente durante il servizio militare e gli altri gli hanno dedicato una bellissima canzone hip hop», scrive M.N. nel suo articolo a pagina 3.
Musica zingara
Innocenti evasioni anche sulla scia della musica zingara: «Mile Kitic è un cantante molto famoso. Tutti i rom lo chiamano per i matrimoni e i compleanni. Lui arriva dalla Croazia e può rimanere anche una settimana, tutto spesato. Lo stesso vale per Vida Pavlovic e Kemal Malovcic: cominciano a cantare dalle 11 fino alle cinque del giorno dopo, con pause per bere e mangiare al tavolo preparato solo per loro» assicura B., entusiasta recensore del genere.
Ma a Treviso il debuttante giornalismo «minorile» si rivela tutt'altro che balbettante. Nessun timore reverenziale per le vere firme e le testate prestigiose. Anzi, il rumeno M.M. replica (fonti ed esperienza diretta alla mano) senza paura a Roberto Pizzo che il 18 marzo dalle colonne di Sette aveva raccontato le notti milanesi al ritmo del proibito manele: «E' comparso nel 1992-93, suonato dai gruppi rom. Ma non è vero che in Romania è musica proibita, e nemmeno che radio e televisione non la trasmettono. I ricchi si portano addirittura i cantanti a casa per le feste, anniversari e matrimoni. Temi del manele sono l'amore, la fortuna, la gelosia. E sono tutte canzoni basate sulle storie vere. I cantanti di manele lavorano molto. Arrivano a produrre fino a quattro-cinque cd all'anno. Questo tipo di musica non è per niente volgare e la si può ascoltare liberamente».
Conclusione della replica a ritmo di manele, che si dipana intorno alla copertina languida di Atomic Ro-Top: «E' vero che gli intellettuali e l'alta società lo considerano un genere musicale minore. Ma consiglio al signor giornalista di fare un viaggio in Romania per vedere com'è la vera situazione, magari con un giro by night delle discoteche».
La colla dei boschettari
Innocenti evasioni pubblica poi una specie di sintetico reportage dedicato ai «boschettari», i bambini rumeni che vivono nei canali delle fogne e che «si fanno» respirando colla dentro un sacchetto di plastica. Innocenza perduta come nella storia delle prime bande di piccoli borseggiatori, che all'inizio degli anni Novanta espatriavano dalla Moldova verso la Polonia o la Germania.
Ma dalle pagine del giornalino autoprodotto dai ragazzi dell'Istituto penale per minori di Treviso si apparecchia perfino un vero e proprio pranzo colombiano. D.F. rivela le ricette, suggerisce il dettaglio giusto, non trascura l'elenco degli ingredienti. Così dalla Colombia può arrivare in tavola arroz atollado prima del pollo ai ferri con peperoni e pepe rosso. Finale dolce, con mantecada e crema d'arancia.
Sfogliando si arriva fino alla «rubrica evasiva». I ragazzi si cimentano con la poesia: versi liberi, sentimento senza mediazioni, messaggi in bottiglia. Insomma, la forma più diretta che questi ragazzi hanno per scrutarsi dentro e vedersi fuori. La libertà di evadere, appunto. Inseguendo il ricordo della fidanzata persa il giorno dell'ingresso nell'Istituto di Treviso. Spremendo la nostalgia della vita senza pena.
Poesie che possono chiamare direttamente in causa il pregiudizio: «Siamo umani / Siamo gente come voi / Abbiamo due occhi / Abbiamo due mani / Non siamo animali / Abbiamo un grande cuore / Venite a trovarci / Abbiamo voglia di parlare / Abbiamo voglia di pensare / Abbiamo voglia di sognare / Ma soprattutto di non stare dietro le sbarre».
Innocenti evasioni. Il giornale dei ragazzi di Treviso, la città che alterna il verde Benetton a quello padano del sindaco Gobbo. La testata «adottata» dal volontariato, trevigiani che ogni giorno si spendono diversamente. Anche perché l'Istituto penale per minori non sia davvero l'ultima spiaggia per una redazione giovane, che si è dimostrata capace di un'edizione straordinaria...
venerdì, luglio 16, 2004
 Un regista teatrale che porta pizze a domicilio. Un pittore che diventa padre e scopre il 3D. Un pubblicitario che scrive di nascosto. Cosa accomuna questi personaggi? Un libro. Teoria e Tecnica dell'Artista di Merda a cura di Claudio Morici Valter Casini Editore 17 autori 17 resoconti folgoranti 17 storie di arte, vita e sopravvivenza 17... Cazzo, non porterà sfiga? Con Gianluca Marziano, Matteo Galiazzo, Marco Andreoli, Cristiano De Majo, Stefano Buonamico, Pino Boresta e tanti altri. Più che curati, sguinzaiati da Claudio Morici: uno dei fondatori de 'sta baracca de sito. Per saperne molto di più GordoTeoria e Tecnica dell'Artista di Merda lo trovi nelle migliori librerie. Ma anche dentro di te, ammettilo. Se vuoi comprarlo online: http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=IVM4OOPR433PK
mercoledì, luglio 14, 2004
 Nasce il primo work-blog della rete: un think tank che riflette, grazie all'apporto del web, sul copyleft e sulle sue possibilità.
Al grido: Le idee non hanno brevetto! un blog, finalmente, sulla consapevolezza della libertà intellettuale: NoCopy
domenica, luglio 11, 2004
Oggi mi limito ad un copia&incolla. Seguo spesso Jacopo De Michelis sul suo BlackBlog (che tra l'altro v'invito a visitare) e piuttosto che proporvi Masterson (come da tempo desidero fare) e la mia, positiva, opinione su questo eccellente scrittore lascio che sia l'uomo che lo ha portato in Italia a narrarci del cult noir migliore che l'editoria ci ha proposto fino ad adesso:
Il secondo avvento Il materiale narrativo de Il secondo avvento di Andrew Masterson è indubbiamente incandescente. Roba che scotta, forse troppo per le delicate mani di molti critici 'ufficiali' italiani. E infatti, come già nel caso de Gli ultimi giorni, il precedente noir di Masterson con protagonista Joe Panther (pur con varie significative eccezioni), per ora non è che stiano facendo a pugni per recensirlo. Intendiamoci, non che mi sorprenda, e per certi versi li capisco: la blasfemia di Masterson può spaventare (pur essendo tutt'altro che superficiale e gratuita, come spiega Masterson stesso in questa intervista, e offrendo un'interpretazione della figura di Cristo a suo modo piena di tragica verità). Per fortuna - e questo suona come una conferma delle riflessioni che facevo qualche settimana fa a un convegno su critica letteraria e Rete - c'è Internet, dove decine di lettori e di critici indipendenti avevano espresso il loro entusiasmo facendo de Gli ultimi giorni un piccolo cult. Ed è dalla Rete che cominciano ad arrivare le prime reazioni a Il secondo avvento. Su Blackmailmag, in una recensione survoltata quasi quanto il romanzo stesso, Nino D'Attis scrive: "Scrittura divina (oops!), attenta ad incantare gli occhi del lettore con roba genuinamente forte: explicit lyrics, grado di pulp altissimo, ironia a piene mani. Tutto al servizio di una trama che accumula colpi di scena entusiasmanti e diventa irresistibile ogni volta che Joe ama il prossimo a modo suo, rivelandosi sempre più cinico, scorretto, carogna. Un libro da consumarsi preferibilmente sotto l’ombrellone, con una cassa di birra gelata a portata di mano e un gigantesco blaster che spara a volume stratosferico qualsiasi cosa dei Motorhead. Pregate per la tipa in bikini che sta uscendo dall’acqua sfoggiando un corpo da urlo. Pregate per lo psicopatico Panther. Pregate per la vostra anima. Acchiappo garantito!" Voglio poi citare per intero un post trovato sul blog Eroeterna, perché è bello sapere che certi libri possono ancora scatenare emozioni forti, passioni intense:
"Il secondo avvento è stato tradotto, dopo anni di attesa, dopo averlo cercato ovunque, dopo aver azzardato con lex pretese del tipo: lo compro in lingua originale e tu me lo traduci, addolcendo il tutto mettendo in risalto la sua ottima conoscenza della lingua e facendo notare che probabilmente non sarebbero state + di 400 pagine. "Non mi ha mai accontentata, ed è effettivamente comprensibile, ma non appena, pochi giorni fa, cercando un libro in libreria ne ha vista una copia, l'ha subito fatta sua. "L'altro giorno ho passato il pomeriggio a casa sua, me ne sono tornata a casa con questo libro, promettendomi che non l'avrei letto tutto d'un fiato, che l'avrei preso a piccole dosi, perché poi lo so come succede, mi mancherà terribilmente Joe. "Joe Panther, Valleyman, Arturo Bandini, sono questi i personaggi sul podio. Quelli che + mi hanno colpita. Joe + di tutti. "La copertina recita: 'Joe Panther, per tutta la sua crudeltà, disonestà, intelligenza, brutalità e perversione, è uno dei più convincenti personaggi letterari a essere stati portati alla vita in un romanzo.' "Oggi vederlo aiutare quella ragazzina mi ha commossa. "Seguo quest'uomo nei suoi casini, Joe non è una brava persona, è pericoloso, incazzato, è uno spacciatore, è capace di uccidere per vendetta, investigatore a tempo perso, quando c'è da ricavarne profitto, o semplicemente x scagionare se stesso. E' la reincarnazione di Gesù Cristo. Non mi importa se sia vero o se sia una turba psichica. E' la sua realtà, e vive in quella, che differenza può fare se è la realtà di uno psicopatico o di un sano di mente? E' sempre la realtà del figlio di dio. "Un uomo con il cuore colmo dei nostri peccati, che è diventato la proiezione di essi. Un uomo rassegnato alla vita, perché morire non può, non durerebbe + di 3 giorni. Lo seguo, cerco di comprenderlo, vorrei alleggerirlo un po' ma ormai ciò che è fatto è fatto, e poi avrei bisogno della collaborazione di tutta l'umanità. "Mi godo il secondo volume della saga di Joe Panther e vorrei che non finisse mai."
mercoledì, luglio 07, 2004
martedì, luglio 06, 2004
Questa storia dell'antologia è davvero stimolante e ricca di momenti formativi. Con Gaffi abbiamo messo appunto il contratto che vedrà sigillata legalmente la nostra collaborazione. Domani lo chiamerò e fisserò l'appuntamento a sottoscrivere il tutto. dopodicchè si passerà all pratica: - scelta definitiva del nome, - editing, - think tank circa la grafica, - decisione dell'uscita in libreria.
Su quest'ultimo punto stiamo valutando la possibilità di uscire a Settembre. La cosa mi farebbe felicissimo! Ma non vi stresso oltre con questi retroscena e passo ad alcune comunicazioni.
Prima fra tutte la segnalazione da parte degli amici di TaToo:
Sabato 26 giugno si è svolto il primo reality show radiofonico, "In radio veritas", al quale hanno partecipato 40 personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e del giornalismo. La parola è stata il naturale strumento di comunicazione tra le parti in gioco, ma anche il soggetto principale del laboratorio mediatico del programma ideato e condotto da Igor Righetti: si voleva affermare l'importanza della parola sull'immagine, ne è scaturito un coacervo di emozioni, difficili da riscontrare in altre situazioni simili. Interventi illustri come quelli di Albertazzi, Arbore e Monicelli. «E' stato un esperimento che ci ha reso tutti più ricchi. Ci ha conciliato con i mezzi di comunicazione di massa abbrutiti da stupidaggini, ignoranza e volgarità. Abbiamo dimostrato con questo evento quanto l'uomo sappia volare alto», ha detto Righetti. Il tutto su Tatoo on line: per riceverlo, "Richiesta Righetti" a tatooonline@supereva.it.
E poi un'interessante notizia da parte del Sermig:
il prossimo 3 ottobre ad Asti si terrà il 2° Appuntamento Mondiale Giovani della Pace. La giornata avrà per tema “La pace vincerà se dialoghiamo” perchè solo il dialogo ci farà superare divisioni, pregiudizi, barriere, ci porterà alla pace, anzitutto partendo da noi stessi. Per dare concretezza a questo appuntamento di pace ci siamo prefissi l’obiettivo di salvare almeno 100.000 bambini dalla strada, dalla fame, dalla prostituzione, dal commercio di organi, dalle malattie, dalla violenza.
Ti invitiamo ad Asti per dire sì alla pace; insieme vogliamo far capire che oggi, come mai prima d'ora, è il tempo del dialogo. Visita il portale www.giovanipace.org , dove potrai trovare via via le informazioni per partecipare a questo appuntamento. Leggi la lettera di invito cliccando sul link qui sottohttp://www.giovanipace.org/modules.php?name=News&file=article&sid=338.
E questo è tutto ... per adesso.
lunedì, luglio 05, 2004
Ed il più grande conquistò nazione dopo nazione, quando fu di fronte al mare si sentì un coglione, perchè più in là non si poteva conquistare niente e tanta strada per vedere un sole disperato. E' sempre uguale. E' sempre come quend'era partito."
ROBERTO VECCHIONI
 Faccio un lavoro dissonante dove le parole corrono veloci come missili intelligenti con l'obbiettivo di distruggere i tuoi centri nervosi. Motivo, questo, per cui mi sono concesso 3 giorni di libertà dal lavoro (ma non dalle aspettative di altri contesti relazionali). Avrei voluto scrivere scrivere e scrivere, ma mi sono piacevolmente impantanato in stimolanti letture. Da come avrete già capito dall'immagine, sto leggendo Aprile, regalatomi dal caro paolo. Dal link, purtroppo, non si accede alla versione cartacea, che vi consiglio vivamente. In special modo l'articolo di Umerto Sulpasso intitolato LA BOMBA SAPERE, dove si fa una chiara analisi socioeconomica "dei fattori non economici dell'economia" (come li chiama, liberamente e giustamente, il giornalista). Nell'articolo, l'autore, pone l'accento sulla necessità di superare le teorie economiche classiche (o almeno così definite) basate sul rapporto di produzione materialistico per approdare alla consapevolezza delle basi cognitive dello sviluppo (o del mancato sviluppo). Così, parlando dell'Europa e del bisogno di rivalutare i paramentri che caratterizzano il PIL, Sulpasso afferma la necessità di riconoscere che i capitali di una nazione sono tre. 1) Capitale cognitivo, vale a dire sapere. 2) Capitale vitale, vale a dire salute, all'interno del quale c'è la valorizzazione dell'ambiente. 3) Capitale sociale, vale a dire piena occupazione ed equilibrio di tutte le forze lavoro.
L'articolo si conclude con un monito profetico: Euro o non euro, senza bomba sapere l'economia europea è condannata diventare semplice appendice delle altre economie.
 E a proposito di sapere, ecco, che mi ritrovo anche a leggere 2 articoli, proposti da StampAlternativa, dell'anarchico Benjamin R. Tucker. Tra proprietà intellettuale e criminali monopoli statali l'autore ci propone i propri filosofici e arguti punti di vista. Il diritto di copiare, dice, può garantire pprogresso e concorrenza. Uno scritto pre_internet con una grande dose di profetismi.  Concludo il mio delirio con l'ultimo testo, presente nella mia borsa, degno di nota: Spiritualità e libertà dell'io. IL gesuita Blandino appoggia la tesi agostiniana (in contrapposizione con quella tomista) secondo la quale l'io è l'anima e interagisce con il corpo (che non è un costituitivo intrinseco dell'io) . l libello è piccolo, ma così ricco di contenuti che una prima lettura non basta ad introiettare il messaggio. Ecco i miei tre giorni (che termineranno stasera). Ecco i miei compagni (che termineranno con la quarta di copertina). Ecco le mie proposte. Ecco.
sabato, luglio 03, 2004
Volevo scrivervi un po' circa gli scrittori che faranno parte dell'antologia frutto di queste famose serate romane del M-Arte-Live, tra musica, pittura, teatro e letteratura, ma il tempo c'e' ... la raccolta esce a Marzo, quindi perchè affrettarsi e svelare tutto subito?
Una cosa, però, desidero comunicarvela e condividerla subito: ero in trattative con Stampa Alternativa circa suddetta pubblicazione. Qui di seguito vi posto la risposta di Marcello Baraghini (l'editore):
Caro Girolamo, ho letto i racconti e ho meditato. Ti confermo la mia prima impressione, e cioè che siamo inadeguati a valorizzarli. Abbiamo infatti a Roma una promozione e una distribuzione fatiscenti e difficoltà incredibili ad accreditarci sui giornali. Resta la totale disponibilità a fornirti "servizi" e consulenza, naturalmente gratuita. Saluti cordiali, Marcello.
Per molti, forse la cosa, non sembrera' eccezionale, ma vi assicuro che per uno sconosciuto come me riuscire a discutere alla pari con personaggi del genere è un piacere inebriante che mi stimola a continuare il cammino, diffice, intrapreso.
Quello che mi scrive Baraghini e' vero: Stampa Alternativa è oggetto di un boicottaggio totale da parte dell'industria dell'informazione! Motivo per cui tentero', per quanto mi e' possibile, di promuoverla.
Vi propongo subito di leggere due libri molto particolari:
Matti slegati, del caro Claudio Morici (autore dell'interessante libello DERRUMBE, un complesso esempio di commistione tra net-art e letteratura)
Fedeli alla roba di Bruno Panebarco
E' difficile trovarli, ma ne vale la pena ... e solo dopo averli letti si apprezzeranno le fatichen fatte per acquistare i libri di un editore che scotta!!!
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