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venerdì, aprile 30, 2004 prox giovedì, aprile 29, 2004 A me mi piace parte 1! (è il titolo). Già perché a me, mica mi piace tutto, anche se ho rispetto per tutti, per chi ama e ha idee e magari osa anche proporle! Dicevo però a qualcuno che c’è da considerare i tempi (e perché no, gli spazi), tempi in cui nuove lezioni sono state già bell’e digerite dalle avanguardie ma, per difficoltà oggettive, mai espletate ai più! La potenza evocatrice della parola ci è stata insegnata forse (o meglio teorizzata) dal surrealismo e da idee bizzarre come l’automatismo psichico; la scoperta del sub atomico e del relativo ci hanno detto che una cosa avviene solo probabilmente, l’oriente ci ha deriso per il nostro ritardo, ci ha insegnato che la simmetria è inutile e che le cose vanno solo amate… Insomma mi piace che la forma sia talmente nuova da essere un contenuto, o che il contenuto sia talmente nuovo da essere una forma, ma prediligo il primo caso. Il collage ci ha insegnato come essere dei dj, del resto diciamocelo la vita è informe, l’arte sceglie: ordina o ama, o ridisordina e ama! Remo Remotti, sul nostro palco, ci ha insegnato che la presenza scenica conta quanto il testo, che in un mondo volgare c’è della poesia nell’apparentemente volgare, ma soprattutto “che non sappiamo più guardare”, poiché il quadro è la vita: Mondrian non è un albero, ma un albero è Mondrian, Degas non è una ballerina ma una ballerina è Degas, ma… se la parola evoca immagini, allora perché quest’accanirsi contro un bel suono? « Jadis, si je me souviens bien, ma vie était un festin, où s’ouvraient tous les cœurs, où tous les vins coulaient » è l’inizio di una delle più belle cose mai scritte. Io la vedo così: “Jadis” introduce la narrazione e “si je me souvient bien” è la letteratura tutta intera venuta in soccorso dell’autore, il motivo per cui non è necessario che sia vero, o perfettamente vero, e neanche verosimile, aggiunge Pirandello, visto che la realtà non sempre lo è (verosimile). Insomma apro una rassegna sui miei gusti e sul mio pensiero a cui risponderete con commenti e con mail a fabriziopizzuto@hotmail.com e, tanto per aggiornarvi vi informo che a me mi piace un disco intitolato “Changing hands” e suonato da S. Jansen, R.Barbieri e Takemura, se vi piacciono i Porcupine Tree, il Giappone, i Dj, l’ambient, l’elettronica, la leggerezza, pensare, distrarsi, riflettere o volare c’ha senso cercarlo. postato da fabriziopizzuto |
15:59 | commenti (1)
lunedì, aprile 26, 2004 Letteratura Live
Siamo partiti, ragazzi!
Martedì 20 al Martelive, si è svolta la prima di una lunga serie di serate letterarie. Dopo aver fatto aspettare il nostro amato pubblico (la metà, non mi vergogno a dirlo, erano amici miei) per le tipiche cause tecniche abbiamo iniziato il pubblico a "IL CASO VITTORIO" letto direttamente dallo stesso autore, a seguire, al posto di Nicola Lagioia, ad introdurci "LA QUALITà DELL'ARIA" è stato il simpatico Christian Raimo. Dopo i nostri due suddetti special guests, Alessandro Pucci, accompagnato dagli incredibilie BAO BAB, ci ha condotto per la sua Africa descritta nel suo libro auto prodotto Rain Forest. Tra ballerine tribali e vibranti percussioni, il nostro esordiente, ci ha raccontato i suoi 7 mesi nella foresta pluviale, tra l'assordante silenzio della natura e il meaviglioso mondo della cultura Africana. Tutto si è svolto con la serenità che la letteratura implica. L'intimità della lettura è stata quasi collettivamente sentita da tutti. Tele Out riprendeva, gli scrittori leggevano, le ballerine danzavano, i musicisti suonavano, gli spettatori ascoltavano ed io, felice mi rendevo conto che non c'è rimborso migliore del piacere dello stare insieme con le semplici cose che ami. Domani avremo lo spettacolare Remo Remotti che presenterà il suo libro edito dalla Derive e Approdi e l'esordiente Maurizio Semplice che ci condurrà, con la sua tipica ironia, verso riflessioni di notevole profondità!
Adesso, nell'attesa di gustare, ancora una volta, la letteratura proposta da AsSensi vi propngo di sfogliare la photos gallery del nostro paolo su l'evento di M-Arte_dì scorso.
postato da xango |
13:45 | commenti (1)
Strane Robe Letterarie
Così dal Suicidio Durkeimiano ci ritroviamo catapultati in un esperienza individuale che trova il proprio demone nell'impossibilità pessoiana di atodiscernere il proprio sè. Crescere comporta dei rischi. Tanti quanti la scelta del non voler crescere. Motivo per cui il protagonista della nostra storia anzicchè soffrire, imparando a camminare da solo, decide di investire tutti se stesso nel sogno di una tre ruote ... E' possibile far contenti tutti, comunque, caricando sul mezzo con ogni amico, ma è meglio essere prudenti, perchè si sta stretti, una volta troppo grandi, all'interno della cabina di guida di una moto APE. (Recensione al racconto La Lapa.) domenica, aprile 25, 2004
OPUS PISTORUM
di Andrea Piras
venerdì, aprile 09, 2004 Ecco! Eppur si muove, disse qualcuno in un momento molto importante... altro invece non disse e scongiurò perdono! (Come fa Hemingway a sembrare un peso?) e altre frasi sconnesse, non annesse, e neanche messe! Si parte con apparente velocità, eppur con ponderazione, con apparente facilità, eppur con ostacoli, con evidente entusiasmo, (ecco sì)! Chi ci ama ci segue già... e chi ci amerà? amare amaro, il naufragar è dolce in questo amaro! Brindo col digestivo e vado a fare quello che ho da fare! Ralph saluta Mauro, dice che sta bene e presto sarà in piedi e in forma! Edgar Poe simultaneo insinua, poi forse sparirò! Hey, guardate che i nostri ospiti sono veramente bravi, poveri ma di gusto, aristocratici ma di strada, abbiamo ottimi eventi (dal venti), eccetera (il tono s'è capito!) Non tutto sempre ha senso, altro invece assensi. (dixit) postato da fabriziopizzuto |
16:42 | commenti (1)
giovedì, aprile 08, 2004 In T&l& Out Ieri sera, dopo il lavoro (il link serve solo a dare un'idea di cosa io faccia per vivere), sono passato a fare 2 chiacchere con i tipi di Tele Out (come già avranno notato i web_surfers più esperti la parola Tele Out non ha alcun link delucidatorio, per l'ovvio motivo che non esiste alcun sito della TV indipandente di S. Lorenzo (Rome Zone)). Quindi: ore 23.00 saluto tutti i miei colleghi e vado. Obbiettivo: appuntamento con Luca in via De Lollis, davanti l'entrata del palazzone occupato da quelli di Action (gruppo operativo dei Disobbedienti). Giungo all'appuntamento con un leggero anticipo, con me ci sono Cris, Paolo e Max. Squillo a Luca e dopo 2 minuti lo vedo apparire dal vetrone rotto che segna l'ingresso dello stabile. Dopo i saluti e le varie presentazioni ci avviamo: comincia la serata. Per nove piani osserviamo cosa significhi riadattare un posto abbandonato ad una "casa" per 150 persone. Il palazzo infatti è stato occupato da Action per dare allogio a una moltitudine di persone emarginate e abbandonate da uno stato che si definisce civile. Ma al bando i vari discordi politici e giungiamo a casa di Tele Out, l'ultimo piano di suddetto palazzo. Ad accoglierci troviamo una porta spalancata su un cielo nero illuminato da una luna argentea e la distesa di case che da vita a S. Lorenzo. Lo spettacolo è incredibile. Mi trovavo in un posto che nei miei 7 anni a Roma conosco benissimo (s. Lorenzo) ma che non avevo mai visto da quella prospettiva; e non mi riferisco soltanto alla prospettiva fisica (l'ultimo piano di quel palazzone), ma anche dal fatto di trovarmi in uno stabile occupato, nello studio di una TV pirata, con gente organizzata a salvare il salvabile in caso di uno sgombero da parte della polizia. Quella era Roma. Una Roma che mi si mostrava nuova per l'ennesima volta. non migliore, ma nemmeno peggiore ... soltanto diversa ... nuova, appunto. Cd, Video Cassette e TV, assieme ad un letto e qualche sedia, erano l'arredamento. Ci accomodiamo osservando tutto come bimbi nel paese dei balocchi. La prima immagine che mi giunge è una delle tante scene di X-Files in cui Molder va a trovare i suoi tre amici hackers che craccando di tutto, dai sistemi operativi agli hardware. E la situazione non è molto diversa. Il palazzo è occupato e l'antenna unidirezionale con cui trasmette Tele Out non e autorizzata e copre illegamente un campo radio che si estende per tutta S. Lorenzo. Una situazione pirata da film, insomma. Mi siedo anche se fremo, vorrei parlare, chiedere, raccontare e ascoltare, sapere tutto in meno di 5 minuti per elaborare nuove informazioni e nuove domande, ma mi siedo. Professionale. Mi chiedono di spiegare cosa farò con AsSensi al M-Arte-Live e come desidero che Tele Out partecipi. Spiego che mi occupo della sezione letteratura, che ci saranno (salvo complicazioni) ospiti d'onore come Wu Ming e gli Switters, Remo Remotti, Balestrini, Mauro Mirci e tanti altri, che sarebbe bello riprendere tutto (tranne i volti dei Wu Ming s'intende) e riproporlo tramite la loro TV per tutta S. Lorenzo. Spiego che il mio non è un lavoro, ma che lo faccio per piacere e amore della letteratura, spiego che la cosa mi sembra interessante e che la collaborazione potrebbe arricchire tutti. Spiego, chiacchero, mi pongo domande e mi rispondo. Questi di Tele Out parlano poco, ma non perchè abbiano poco da dire, ma perchè dicon l'essenziale. "Va bene" mi sento dire alla fine. "Facciamo così: noi veniamo alla prima serata, montiamo una telecamera fissa e una mobile. Se ci divertiamo ritorniamo altrimenti è stato bello lo stesso! Anche noi lo facciamo per passione!" "Ok!" dico io e sorrido. Mi piace la cosa, penso. Se si divertono ritornano,altrimenti amici come prima. Ok! Giusto! E' così che si fanno le cose. Bisogna divertirsi, che ci sia almeno questa di ricompensa. Ok, ci divertiremo, penso. E' ovvio, ne sono sicuro. Mi alzo, stringo loro le mani e me ne vado, felice. Non tutto, sempre, ha un senso, altro invece assensi. postato da xango |
20:08 | commenti (1)
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